LA BATTAGLIA DI LEPANTO
 

 

CAPITOLO 2
 

 

 La quarta crociata era pronta per partire da Venezia, quando si presentò il pretendente al trono di Costantinopoli chiedendo aiuto, era stato spodestato da un usurpatore. I crociati allettati dalla prospettiva di un ricco bottino lo assecondarono. Il Papa cercò invano di opporsi, non voleva portare guerra a un sovrano cristiano.

 

Dopo la conquista da parte dei crociati, l’impero romano d’oriente era molto indebolito quindi vulnerabile

 

Ha seguito di questi fatti Costantinopoli indebolita fu obiettivo di bande di predoni che con complicità interna tentarono nottetempo un colpo di mano in città contro i quartieri ricchi. La notte era particolarmente buia, il cielo coperto da spesse nuvole sembrava favorire gli assalitori. Si narra che un colpo di vento squarciò le nubi e apparve in celo uno spicchio di luna che illuminò le armi degli assalitori e l’acciaio riflesse la luce lunare. Le sentinelle, scorsero il bagliore e diedero l’allarme, in breve tempo tutta la guarnigione era in armi, anche i cittadini si armarono e si predisposero per un attacco, gli assalitori si dettero alla fuga.

 

Costantinopoli era salva, si diffuse il convincimento che la luna aveva salvato la città, qualcuno pensò di affiancare allo stemma familiare la luna sulla facciata di casa, la cosa piacque e Costantinopoli adottò come simbolo la famosa mezza luna. Il momento di debolezza dell’impero romano fu colto come propizio da tre popoli che proclamarono l’indipendenza, gli Ottomani ne ebbero facilmente ragione e l’imperatore che tentò di intervenire fu sconfitto dagli Ottomani. Iniziò così la dissoluzione dell’Impero Romano d’oriente che a pezzetti fu conquistato dagli Ottomani.

 

                                        2.2                                          il cambiamento

 

Tutto questo comportava per l’occidente la perdita degli approdi commerciali con l’oriente. Venezia cercò di risistemare il traffico con l’idea di riadattare i canali dei Faraoni. In Egitto ai tempi dei Faraoni secondo fonti attendibili vi erano dei canali che mettevano in comunicazione il Mediterraneo con il Mar Rosso. Un gruppo d’ingegneri del settore partì per l’Egitto, individuò i canali taluni completamente insabbiati comunque troppo piccoli per le navi dell’epoca quindi inservibili. Gli ingegneri ebbero l’idea di scavare un nuovo canale partendo da Suez attraversando i laghi Amari e giungere così in Mar Rosso, in sostanza il canale di Suez. L’idea non si  concretizzò perché anche l’Egitto fu conquistato dagli Ottomani. I Genovesi con Colombo tentarono di riaprire la via del commercio con l’oriente navigando a occidente scoprendo l’America. Quest’avvenimento cambierà in modo definitivo la scena politica finanziaria mondiale. Il commercio con l’oriente bloccato, le nuove rotte atlantiche che si dischiudono, è un capovolgimento inaudito di possibilità per paesi come l’Inghilterra, prima considerati ai confini del mondo ora si trovano in posizione strategica che consente loro grossi vantaggi. Tutti i paesi che si affacciano sull’Atlantico hanno quest’opportunità. I paesi del Mediterraneo che non si affacciano sull’Atlantico sono destinati a un periodo di decadenza, sono ora i paesi interni al Mediterraneo a trovarsi ai confini del mondo e senza il loro tradizionale mercato. L’impero Ottomano rimane un mastodonte con un suo mercato interno molto attivo e risente in modo minore la crisi. IL blocco del commercio con l’oriente era strategico per gli Ottomani che volevano espandersi sia a spese dell’occidente sia degli asiatici. Cosi facendo ovvero bloccando i commerci, la Sublime porta indeboliva entrambi i suoi nemici, per contro, come accennato, pur avendo un nemico comune non essendoci contatti politici fra paesi occidentali e orientali non vi erano possibilità di intraprendere azioni concordate per conservare la loro economia ed evitare la conseguente decadenza, si diveniva alla lunga facilmente soccombenti.

 

                                        2.3                          caduta Impero Romano d'Oriente

 

Quando venne, la fine per l’Impero romano d’oriente fu chiesto l’aiuto alle potenze occidentali che per realpolitik ritennero opportuno non immischiarsi in una guerra dall’esito incerto e dalla durata imprevedibile. La linea politica intrapresa riconosceva la necessità del Sultano di avere una capitale degna di uno stato ricco e potente come il suo e Costantinopoli era la città più bella del mondo, inoltre vi era l’idea che lo stato di tensione con guerre continue sarebbe cessato. L’opinione corrente era” come la notte segue il giorno, alla guerra seguirà la pace e con questa la ripresa dei commerci con vantaggi reciproci”. Queste attese andarono deluse, Genova che aveva colonie nel Mar Nero inviò un bel contingente militare, lo stesso fece Venezia per onorare l’alleanza. Il contingente Genovese si dimostrò il migliore fra le forze in difesa di Costantinopoli.

 

Quando il Sultano Maometto II entrò in città 1453, vide tutte quelle lune chiese spiegazione, la storia gli piacque, e decise che il simbolo della nuova capitale entrasse nella bandiera. Quindi un nostro simbolo Romano anche se d'oriente divenne mussulmano ed è tuttora usato nella bandiera da molti paesi di quel credo. La mezza luna è il simbolo mussulmano usato in antitesi alla nostra croce, per esempio loro usano come simbolo di soccorso sanitario la mezza luna rossa rigettando il simbolo internazionale della croce rossa. Quando fu evidente in occidente che la caduta di Costantinopoli non assicurava nessuno degli sperati vantaggi perché la politica del Sultano non sarebbe cambiata, le Repubbliche marinare diedero sfogo alla loro delusione attaccando le inermi popolazioni costiere dell’Asia minore, deportando e vendendo gli abitanti come schiavi e devastandone il territorio.

 Quella potenza che più si dedicò con ferocia e maggior accanimento a queste nefandezze fu Genova. In sostanza quello che in seguito hanno fatto i pirati mussulmani nei confronti delle popolazioni occidentali appare come una semplice restituzione con gli interessi di quanto subito.

 

Per reazione gli Ottomani fortificarono la costa e iniziarono a mettere su una Marina, un paese florido con decine di milioni di abitanti con foreste e arsenali non aveva grosse difficoltà a espandere il suo potere marittimo, al momento inesistente.

 

                                        2.4                                              un errore politico

 

I problemi per gli occidentali stavano per iniziare, le Repubbliche marinare si erano messe nei guai da sole. Essendo padroni del mare, avevano le isole dell’Egeo e dell’Jonio poco difese. In quel tempo il governatore, lontano dalla madre patria, era il referente politico. A lui spettava prendere, in totale autonomia per conto della repubblica, tutte le decisioni valide sul territorio di giurisdizione, solitamente quattro o più isole. Il Governatore e il Comandante militare d’area “con una forza di trecento/quattrocento uomini” risiedevano nella città più importante sull’isola maggiore, sulle altre vi erano scarse forze di polizia.

 
La navigazione e i traffici marittimi avvenivano solo nella bella stagione e col tempo assicurato, si navigava sotto costa e possibilmente di giorno si viaggiava per circa 50 miglia, fermandosi in rada in una loro base. Le navi a fine settembre quando rientravano nelle basi di partenza erano poste in conservazione negli arsenali. Tutti i materiali di bordo erano stipati nei magazzini e gli equipaggi licenziati, sarebbero stati riassunti da marzo a giugno successivo. Le isole dell’Egeo allora erano appartenenti tutte alle potenze occidentali, ve ne sono alcune vicine all’Asia minore distanti dalla terra ferma solo qualche ora di navigazione e venti giorni da Venezia o Genova. Gli Ottomani iniziarono a conquistare le isolette senza presidio militare a ottobre e con il bel tempo, all’inizio una due l’anno. La popolazione fu trattata bene e coinvolta in attività lavorative per attrezzare l’isola alle mutate esigenze “costruzione di difese depositi strade ecc.” La decadenza occidentale appariva inarrestabile.
Le popolazioni isolane Cristiane Ortodosse erano mal considerate dai Cattolici, per loro la vera religione Cristiana era la Cattolica e si comportavano secondo la mentalità medioevale da conquistatori.
 

 Il Papa Pio V propose un’alleanza navale occidentale detta “Sant’Alleanza” per ribaltare lo stato dei fatti. Le potenze occidentali erano divise da interessi contrastanti, la Spagna con grandi possedimenti in Italia non gradiva un rafforzamento di Venezia l’unica che poteva eventualmente contrastarla. Morì il sultano Solimano II detto Il Magnifico e vi successe un figlio Selim II.

 

 
 
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